Cosenza Babylon 2.0. Equilibri, squilibri e riequilibri

  • Giugno 3, 2011 01:29

Equilibri, squilibri e riequilibri sono momenti ciclici di uno stesso divenire che, spesso, muta una condizione statica portandola in una condizione instabile, molte volte non immediatamente comprensibile, per poi approdare verso una nuova stabilità: altra, differente, nuova, a volte migliore, a volte peggiore, altre volte solamente dissimile.

Viviamo tutti un periodo, nei primi anni della nostra vita, in cui la ricerca dell’equilibrio ha un carattere primario, vitale appunto. Questa ricerca istintuale è così forte da portarci a cambiare il nostro stato primigenio, in cui l’equilibrio è dato dal muoversi sui quattro arti, passando per uno stato di precarietà, instabilità, disequilibrio per giungere a un nuovo stato di equilibrio non più simile al precedente. Abbiamo, dunque, imparato a camminare. È da questo momento che la nostra visone del mondo comincerà ad essere diversa.

Nel corso della nostra vita, poi, molti saranno i momenti in cui gli equilibri creati si romperanno e nuovi se ne creeranno, o in cui dovremo essere capaci di trovarne di differenti, magari i più disparati e inconsueti.

Il rapporto fra equilibrio e squilibrio è allora molto sottile. Gli equilibri possono dunque rompersi, anzi ciò avviene continuamente, per poi crearsene di nuovi; è dunque un moto continuo dell’esistenza. La natura stessa riesce, col tempo, a riportare nuovi equilibri laddove l’uomo aveva generato squilibri. Il continuo susseguirsi però di questi continui cambiamenti se non regolamentato, controllato e indagato rischia di creare uno stato di corto circuito del divenire che può nel peggiore dei casi sfociare nell’implosione/esplosione del sistema, piccolo o grande che sia.

 

Derivante dal latino “aequilibrium”, composto di “aequus” uguale e di un derivato di “libra” bilancia, esso è dunque uno stato essenziale della nostra esistenza, sia nel campo empirico che in quello trascendentale.

In fisica, è lo stato di quiete di un corpo. In meccanica è lo stato di un corpo inizialmente in quiete, non sottoposto ad alcuna forza, ovvero a forze la cui risultante e il cui momento risultante siano nulli. Esso si dice stabile, se il corpo, spostato dalla posizione originaria, tende a ritornarvi; instabile, se se ne allontana ulteriormente; indifferente, se rimane nella nuova posizione. Tale concetto potremmo trascenderlo quindi in quello di armonia per quanto riguarda l’animo e dunque l’arte.

Ebbene nelle riflessioni di chi vive in profondità i problemi dell’esistenza umana esiste un ambito in cui la ricerca dell’equilibrio è una condizione naturale ed essenziale per giungere a uno stato di pienezza del proprio essere. Ciò può avvenire anche in forme e modi diversi attraverso il confronto con l’altro, con il diverso; attraverso la ricerca di giustizia o soluzioni a problemi personali e sociali; ma anche attraverso l’apprendimento di un arte per dar consistenza ai propri disagi o idee.

Così per un circense è l’arte del funambolismo; per uno scrittore è la parola che compie il senso del testo; per un fotografo è la ricerca nell’immagine; per l’architetto è la conveniente disposizione nello spazio delle parti di un corpo o di una struttura, atta a garantirne la migliore condizione di vita, per un musicista e la perfetta sequenza delle note, per il pittore il giusto rapporto di linee e colori.

In tal senso l’arte è la trasposizione nell’oggetto o nell’azione di un equilibrio o squilibrio dell’esistenza. Ma lo squilibrio è inteso soprattutto come sproporzione e in ugual modo come grave e allarmante turbamento delle facoltà psichiche. E dunque l’arte non è solo ricerca dell’equilibrio, della perfezione ma anche trasferimento di squilibri interiori alfine di trovare un nuovo, intimo, equilibrio. Così nascono nuove forme, nuovi concetti, nuove risultanti, spesso non immediatamente comprensibili, il surrealismo e il cubismo in pittura, la musica dodecafonica nell’arte cara ad Apollo. Esso è pertanto elemento fondamentale per il cambiamento e la ricerca di nuovi equilibri. Esso è denuncia, negazione, rivoluzione.

Gli squilibri secondo la medicina ayurvedica sono invece determinati da un cattivo uso dei sensi e per
ottenere un riequilibrio occorre dunque sollecitare i sensi per un ritorno al loro stato iniziale. Ecco che occorre quindi rapportarsi a un modo di agire connesso all’ambiente, riequilibrando i ritmi psicofisici legati agli orari giornalieri, al fluire delle stagioni e più in generale al ritmo della natura.

E così se non compreso, governato o indirizzato verso un nuovo equilibrio esso può divenire devastante: può essere distruzione, catastrofe.

È all’arte così che affidiamo il ruolo di mettere nel giusto rapporto le parti e suggerire corrette interpretazioni per un progredire possibile dell’umanità.

Cosenza Babylon 2.0 vuol così essere un momento di riflessione su tali concetti proprio attraverso l’arte, in tutte le sue espressioni, lanciamo in tal senso un appello a tutti quanti vogliano partecipare, soprattutto fotografi e videografi che vogliano far pervenire il loro materiale presso le nostre officine, in cui nei giorni 22, 23, 24 giugno avremo modo di confrontarci e suggestionarci vicendevolmente.

foto: imc calabria